Normative ADR - Spelta Autotrasporti Milano

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Normative ADR
In Europa il trasporto terrestre di merci pericolose è regolamentato da diversi accordi: l’ADR per la strada, il RID per le ferrovie e l’ADN per le vie navigabili interne. Le procedure operative per il trasporto su strada sono dunque demandate all’ Accordo ADR (Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada) il cui ultimo aggiornamento (ADR 2013) è entrato in vigore il 1° gennaio del 2013.
Struttura dell’Accordo, che si compone di:
  • 17 articoli che sanciscono i principi normativi e le procedure di adesione, applicazione e revisione dell’Accordo;
  • Allegato A: disposizioni generali, e disposizioni relative alle materie e oggetti pericolosi;
  • Allegato B: disposizioni relative all’equipaggiamento di trasporto e al trasporto.
Il testo degli Allegati (spesso identificati dal termine ADR) “viene regolarmente aggiornato ogni due anni, per tener conto dello sviluppo tecnologico e di nuove esigenze del mondo del trasporto, anche sulla base degli emendamenti apportati alle Raccomandazioni ONU per il trasporto di merci pericolose, che contengono, in forma normativa, le disposizioni comuni a tutti i modi di trasporto”.
Trasporto merci pericolose
Ricordiamo ancora che il 1° gennaio 2013 è entrata in vigore l’edizione 2013 dell’ADR, predisposta dal gruppo di lavoro (WP.15) del Comitato dei trasporti interni dell’ECE/ONU, “fermo restando che, in accordo col paragrafo 1.6.1.1 dell’ADR, fino al 30 giugno 2013, è consentito effettuare i trasporti in accordo con l’edizione 2011 dell’ADR”.
L’Accordo ADR specifica che :
  • Le merci pericolose il cui trasporto internazionale è proibito;
  • Le merci pericolose il cui trasporto internazionale è autorizzato e  le condizioni riguardanti tali merci (comprese le esenzioni), per quanto  concerne in particolare: la classificazione delle merci, compresi i  criteri di classificazione e i relativi metodi di prova; l’utilizzazione  degli imballaggi (compreso l’imballaggio in comune); l’utilizzazione  delle cisterne (compreso il loro riempimento); le procedure di  spedizione (comprese la marcatura e l’etichettatura dei colli e la  placcatura e la marcatura dei mezzi di trasporto, come pure la  documentazione e le informazioni richieste); le disposizioni concernenti  costruzione, prova e approvazione degli imballaggi e delle cisterne;  l’utilizzazione dei mezzi di trasporto (compreso il carico, il carico in  comune e lo scarico)”.
  • Il documento agli atti, che vi invitiamo a leggere integralmente,  presenta nel dettaglio diverse parti dell’accordo. Ad esempio offre  informazioni sulle esenzioni, sulla formazione (una formazione,  direttamente proporzionale ai compiti e alle responsabilità, sulle  prescrizioni delle regolamentazioni concernenti il trasporto di merci  pericolose e sui rischi e i pericoli che presentano le merci), e sugli  obblighi e responsabilità di diversi soggetti/imprese:
  • Speditore: “l’impresa che spedisce merci pericolose per conto  proprio o per conto terzi. Quando il trasporto è effettuato sulla base  di un contratto di trasporto, lo speditore secondo questo contratto è  considerato come speditore”;
  • Trasportatore: “l’impresa che esegue il trasporto con o senza contratto di trasporto”;
  • Destinatario: il destinatario secondo il contratto di trasporto. Se  il destinatario designa un terzo conformemente alle disposizioni  applicabili al contratto di trasporto, quest’ultimo è considerato come  il destinatario ai sensi dell’ADR. Se il trasporto si esegue senza  contratto di trasporto, l’impresa che prende in carico le merci  pericolose all’arrivo deve essere considerata come destinatario”;
  • Caricatore: “l’impresa che: (a) carica merci pericolose imballate,  piccoli container o cisterne mobili in o su un veicolo o container; o  (b) carica un container, un container per il trasporto alla rinfusa, un  CGEM, un container-cisterna o una cisterna mobile su un veicolo”;
  • Imballatore: “l’impresa che riempie con le merci pericolose gli  imballaggi, compresi i grandi imballaggi e gli IBC, e se il caso,  prepara i colli ai fini del trasporto”;
  • Riempitore: “l’impresa che riempie con merci pericolose una cisterna  (veicolo-cisterna, cisterna smontabile, cisterna mobile,  container-cisterna) o un veicolo-batteria o CGEM, o un veicolo, un  grande container o un piccolo container per il trasporto alla rinfusa”;
  • Scaricatore: “l’impresa che: (a) rimuove un container, un container  per il trasporto alla rinfusa, un CGEM, un container- cisterna o una  cisterna mobile da un veicolo; o (b) scarica merci pericolose imballate,  piccoli container o cisterne mobili da un veicolo o da un container; o  (c) scarica merci pericolose da una cisterna (veicolo-cisterna, cisterna  smontabile, cisterna mobile o container-cisterna) o da un  veicolo-batteria, da una MEMU o da un CGEM o da un veicolo, da un grande  container o da un piccolo container per il trasporto alla rinfusa o da  un container per il trasporto alla rinfusa”.
Trasporto merci pericolose
Trasporto merci pericolose
Veniamo al punto 1.8 relativo alle misure di controllo e altre  misure di supporto per l’osservanza delle disposizioni di sicurezza.
L’accordo indica che “ogni impresa, la cui attività comporta trasporti  di merci pericolose, oppure operazioni di imballaggio, di carico, di  riempimento o di scarico, connesse a tali trasporti, designa uno o più  consulenti per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose, in  seguito denominati «consulenti», incaricati di facilitare l’opera di  prevenzione dei rischi per le persone, per i beni o per l’ambiente  inerenti a tali attività”.
Nell’accordo sono indicati i casi in cui le presenti disposizioni non si  applicano alle imprese, ad esempio con riferimento ai limiti dei  quantitativi trasportati o al fatto che tali imprese “non eseguono, a  titolo di attività principale o accessoria, trasporti di merci  pericolose o operazioni di carico o scarico connesse a tali trasporti,  ma che eseguono occasionalmente trasporti nazionali di merci pericolose,  o operazioni di carico o scarico connesse a tali trasporti che  presentano un grado di pericolosità o un rischio di inquinamento  minimi”.
Le funzioni del consulente per la sicurezza, da adattare alle attività dell’impresa, sono in particolare:
  • – “verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose;
  • – consigliare l’impresa nelle operazioni riguardanti il trasporto di merci pericolose;
  • – redigere una relazione annuale, destinata alla direzione  dell’impresa o eventualmente a un’autorità pubblica locale, sulle  attività dell’impresa per quanto concerne il trasporto di merci  pericolose. La relazione è conservata per cinque anni e, su richiesta,  messa a disposizione delle autorità nazionali”.
I compiti del consulente comprendono l’esame delle seguenti  prassi e procedure “concernenti le attività in questione dell’impresa:
  • le procedure volte a far rispettare le materia prescrizioni relative all’identificazione delle merci pericolose trasportate;
  • le prassi dell’impresa per quanto concerne la valutazione, all’atto  dell’acquisto dei mezzi di trasporto, di qualsiasi particolare requisito  relativo alle merci pericolose trasportate;
  • le procedure di verifica delle attrezzature utilizzate per il  trasporto di merci pericolose o per le operazioni di carico o scarico;
  • il possesso, da parte del personale interessato dell’impresa, di un’adeguata formazione e la registrazione di tale formazione;
  • l’applicazione di procedure d’emergenza adeguate agli eventuali  incidenti o eventi imprevisti che possano pregiudicare la sicurezza  durante il trasporto di merci pericolose o le operazioni di carico  scarico;
  • l’analisi e, se necessario, la redazione di relazioni sugli  incidenti, gli eventi imprevisti o le infrazioni gravi costatate nel  corso del trasporto delle merci pericolose o durante le operazioni di  carico o scarico;
  • l’attuazione di misure appropriate per evitare il ripetersi d’incidenti, eventi imprevisti o infrazioni gravi;
  • la presa in conto delle disposizioni legislative e dei requisiti  specifici relativi al trasporto di merci pericolose, per quanto concerne  la scelta e l’utilizzo di subfornitori o altri operatori;
  • la verifica che il personale incaricato del trasporto di merci  pericolose, oppure del carico o dello scarico di tali merci, abbia  procedure operative e istruzioni dettagliate;
  • l’introduzione di misure di sensibilizzazione ai rischi connessi al  trasporto di merci pericolose o al carico o scarico di tali merci;
  • l’attuazione di procedure di verifica volte a garantire la presenza,  a bordo dei mezzi di trasporto, dei documenti e delle attrezzature di  sicurezza che devono accompagnare il trasporto e la loro conformità di  tali documenti e attrezzature alle regolamentazioni;
  • l’attuazione di procedure di verifica dell’osservanza delle disposizioni concernenti le operazioni di carico e scarico;
  • l’esistenza del piano di security previsto al 1.10.3.2” (ADR).
Dunque tutte le imprese che “effettuano operazioni di trasporto di  merci o rifiuti pericolosi, soggetti all’accordo ADR su strada o per  ferrovia (RID), oppure operazioni di carico e scarico, confezionamento  dei colli, imballaggio e/o riempimento connesse a tali trasporti, devono  nominare il Consulente ADR (D.lgs. n. 35 del 27/1/2010 art 11 comma 1 e  cap. 1.8 ADR)”.
Concludiamo questa breve panoramica ricordando i criteri della  classificazione, le liste delle merci pericolose, l’etichettatura, le  disposizioni relative alla utilizzazione degli imballaggi e delle  cisterne, le procedure di spedizione, le novità del 2013 e, infine, il  regime sanzionatorio.
Ricordiamo a questo proposito che il rispetto delle disposizioni dell’ADR, in Italia, è affidato al Codice della Strada
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